Barelli in piazza: Sport in ginocchio. Abbiamo bisogno di maggiori attenzioni

October 26, 2020

Il presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli è intervenuto a piazza del Pantheon, a Roma, alla manifestazione di sensibilizzazione e preoccupazione nei confronti delle Autorità, da parte del mondo delle piscine e delle palestre all'indomani delle misure del nuovo Dpcm. Le parole del presidente esprimono preoccupazione e solidarietà: "E' un momento molto difficile per tutto il Paese. La grande famiglia dello sport rischia di cadere in una crisi profonda; è difficile accettare che l'attività di centomila associazioni sportive sia stata penalizzata in questa maniera.Tutto ciò non è accettabile. Auspico che le promesse che sono state fatte, anche al sottoscritto non più tardi di domenica scorsa, dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte siano mantenute. I soldi che servono sono tanti. Le categorie che stanno soffrendo in Italia sono molteplici: il mondo dello sport non è l'unico ad essere in ginocchio. Non so se ci saranno fondi a sufficienza per tutti: me lo auguro. Lo sport in Italia, ahimè, non lo si pratica a scuola, nelle università ma esclusivamente per merito delle associazioni sportive e di tutte le persone, tecnici e non solo, che ci lavorano".

Successivamente Barelli è intervenuto ai microfoni di FM Italia TV Live Radio, nel corso della trasmissione condotta da Mimmo Contestabile, esprimendo tutta la preoccupazione propria e delle società. "Ritengo, innanzitutto, che la società italiana e la politica in generale sia abituata a vedere il mondo dello sport organizzato dalle società e associazioni sportive, dando per scontato che ciò possa continuare senza un valido supporto. Sostengo questo perchè in altri Paesi d'Europa e del mondo sono lo Stato, la Scuola e i Comuni a promuovere l'attività motoria e sportiva. In Italia, invece, ciò non accade. Le società sono altresì entità deboli che in questa situazione drammatica sono risultate esserlo ancora di più. Questa debolezza non è minimamente compresa e quindi sostenuta e alleviata dal Governo. Tenete presente che sono circa centomila le associazioni sportive in Italia e sono migliaia gli impianti sportivi che offrono la possibilità di svolgere attività motoria ai cittadini. Questo mondo deve ricevere maggiori attenzioni".
Riguardo all'ultimo Dpcm, il presidente della Federnuoto chiarisce. "Gli impianti sportivi, piscine e palestre, sono gestite da privati e si sostengono con i ricavi. I costi di gestione sono notevoli e non è previsto, come in altri Paesi, l'intervento dell'Università o dello Stato; pensare di tenerli aperti soltanto per i campioni vuol dire portarli ben presto alla chiusura. Il tema non è oggettivamente inquadrato nella dimensione del fenomeno sportivo italiano. Siamo dinanzi ad una pandemia ed è logico che chiunque sia al Governo debba prendere decisioni forti. Ma il problema non sono i nostri impianti, com'è stato dimostrato dalle centinaia di controlli dei NAS sul territorio nazionale. Sono stati proprio loro, i tutori della salute pubblica, a farci i complimenti e dirci che il problema non siamo noi ma piuttosto i mezzi pubblici, le metropolitane, il traffico che si genera per andare a scuola e tornare a casa, gli assemblamenti umani. Negli impianti sportivi gli ingressi sono già selezionati e controllati nel pieno rispetto di tutte le norme".
Sulla ripresa dell'attività e la ripartenza dei campionati di pallanuoto maschile femminile, prevista sabato 7 novembre, Barelli aggiunge. "Il mondo sportivo non deve cadere nella depressione e nel pessimismo. Noi vogliamo ripartire e stiamo facendo di tutto per riuscirci. Abbiamo limitato la formula del campionato e stiamo dando indicazioni molto chiare e molto serie per tutelare gli atleti dai rischi di contagio con tamponi preventivi. La Federazione ha già assegnato circa cinque milioni di euro alle società sollevandole di fatto dal versamento delle tasse gare, delle iscrizioni ai campionati e del tesseramento degli atleti ma non possiamo sostituirci allo Stato. Non abbiamo i fondi per dare sollievo a tutte le piscine italiane".             

Chiarimenti DPCM 25.10.2020 - relativi alle Attività di Interesse

October 25, 2020

In allegato la comunicazione in oggetto 

Barelli: Conte mi ha promesso contributi immediati per piscine, palestre e società

October 24, 2020

"Il presidente Conte mi ha chiamato nel pomeriggio dopo la conferenza stampa nella quale, tra l'altro, ha comunicato la chiusura di piscine e palestre fino al 24 novembre": lo dice al telefono con l'ANSA Paolo Barelli, presidente della Federnuoto. Il presidente del Consiglio, sottolinea Barelli, "ha promesso che il governo provvederà nell'immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto per i danni causati dalla chiusura delle piscine e palestre". "Ho spiegato al presidente Conte - dice Barelli - il disappunto dello sport e in particolare di quello del nuoto, delle piscine e delle palestre per la decisione di far chiudere gli impianti, decisione incomprensibile non motivata da valutazioni scientifiche e dopo 200 controlli effettuati dai NAS durante l'ultima settimana". "I controlli effettuati - prosegue il presidente della Fin - hanno dimostrato la precisione dei gestori nell'applicare rigidi protocolli anti Covid a garanzia della salute degli utenti. Piscine e palestre dovevano almeno essere al pari di bar e ristoranti e restare aperte fino alle 18; cosi è stata una ingiustizia indigeribile dal mondo dello sport". "Il presidente Conte - dice Barelli - ha manifestato il suo dispiacere per le decisioni che hanno toccato anche altri settori, e ha promesso che il governo provvederà nell'immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto per i danni causati dalla chiusura delle piscine e palestre e alle societa sportive in genere". In conclusione Barelli sottolinea come "nella telefonata cordiale, volta alla collaborazione e ad informare il presidente Conte della situazione, ho ribadito che le somme ricevute finora per il lockdown di marzo sono state irrisorie e molte società sono già fallite; se falliscono le società e gli impianti sportivi, ho insistito, i cittadini non potranno più praticare alcuna attività motoria e sportiva in quanto scuola ed enti locali non sono da sempre in grado di garantirla".
Subito dopo il nuovo Dpcm Barelli aveva espresso la propria delusione all'agenzia Italpress. "Non si capisce come si sia arrivati a una chiusura irriguardosa e ingiusta, anche tenendo conto degli oltre 200 controlli da parte dei NAS e dei soldi spesi per farli, nei centri natatori e nelle palestre d'Italia che fra l'altro hanno dato dei riscontri positivi nella lotta al contagio. Perché allora fare questi controlli?". Paolo Barelli, presidente della Federnuoto e deputato di Forza Italia, boccia le misure contenute nell'ultimo Dpcm che stabilisce da domani e fino al 24 novembre la sospensione delle attività di "palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza". 
"Il problema vero - prosegue Barelli all'Agenzia Italpress - è l'inconsistenza dei provvedimenti che non sono stati presi negli ultimi 4 mesi per quanto concerne i mezzi pubblici e la scuola, che sono ambiti dove la diffusione del contagio è trasversale alla società italiana. Palestre e piscine hanno speso centinaia di migliaia di euro per adeguarsi alle norme e addirittura superarle, incrementando le disposizioni sul distanziamento e sul limite controllato di utenza". 
Il numero uno della Fin si chiede perché "a fronte dei soldi privati spesi dai gestori, che si sono indebitati, lo Stato non ha investito per favorire la didattica a distanza o rafforzare i trasporti per anticipare quello che sarebbe accaduto". "Il mondo dello sport - chiosa Barelli all'Italpress - non può accettare questa censura. Chi paga ora i costi di gestione? Ho già fatto presente al ministro Spadafora e a Palazzo Chigi che lo sport morirà se non mettono a disposizione immediatamente tre miliardi per le piscine e le palestre e le società sportive".
Successivamente il presidente Barelli aveva rilasciato altre dichiarazioni all'agenzia ANSA, sottolineando che "il nuovo Dpcm dimostra la totale insensibilità verso il mondo dello sport". "Se non ci sono interventi immediati che permettano alla società sportive e ai gestori di palestre e piscine di credere ancora nel governo, non solo ci sarà il fallimento totale, ma è prevedibile una protesta inesorabile sui territori", prosegue Barelli. "Il governo sottovaluta la rete dalla società sportive che gestiscono impianti sportivi e garantiscono l'attività motoria dei cittadini sul territorio. Questa chiusura è ingiusta: perché questa scelta dopo che 200 controlli dei Nas con la dichiarazione che le misure di sicurezza erano pienamente rispettate? Perchè ristoranti e bar chiudono alle 18 e le piscine rimangono chiuse tutto il giorno? Quale è lo studio epidemiologico alla base di questa scelta? "Perché il governo ha pensato ai banchi con le rotelle - accusa ancora Barelli - e non ha pensato a cablare la scuola per permettere realmente la didattica a distanza? Perché si penalizza l'unico settore che si è 'cablato', ovvero ha investito sulla sicurezza?". La chiusura di palestre e piscine, conclude Barelli, "è inaccettabile".

Tratto da Federnuoto.it

Le prime parole del Presidente Barelli a seguito del DPCM

October 24, 2020

"Non si capisce come si sia arrivati a una chiusura irriguardosa e ingiusta, anche tenendo conto degli oltre 200 controlli da parte dei NAS e dei soldi spesi per farli, nei centri natatori e nelle palestre d'Italia che fra l'altro hanno dato dei riscontri positivi nella lotta al contagio. Perché allora fare questi controlli?". Paolo Barelli, presidente della Federnuoto e deputato di Forza Italia, boccia le misure contenute nell'ultimo Dpcm che stabilisce da domani e fino al 24 novembre la sospensione delle attività di "palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza". 
"Il problema vero - prosegue Barelli all'Agenzia Italpress - è l'inconsistenza dei provvedimenti che non sono stati presi negli ultimi 4 mesi per quanto concerne i mezzi pubblici e la scuola, che sono ambiti dove la diffusione del contagio è trasversale alla società italiana. Palestre e piscine hanno speso centinaia di migliaia di euro per adeguarsi alle norme e addirittura superarle, incrementando le disposizioni sul distanziamento e sul limite controllato di utenza". 
Il numero uno della Fin si chiede perché "a fronte dei soldi privati spesi dai gestori, che si sono indebitati, lo Stato non ha investito per favorire la didattica a distanza o rafforzare i trasporti per anticipare quello che sarebbe accaduto". "Il mondo dello sport - chiosa Barelli all'Italpress - non può accettare questa censura. Chi paga ora i costi di gestione? Ho già fatto presente al ministro Spadafora e a Palazzo Chigi che lo sport morirà se non mettono a disposizione immediatamente tre miliardi per le piscine e le palestre e le società sportive".

Tratto da Federnuoto.it

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